San Candido è uno degli insediamenti più antichi del Tirolo e fin dal 14° secolo l’albergo Boutique-Hotel Orso Grigio è una delle destinazioni più note in Alta Pusteria. Insieme a Emma Hellenstainer, nome prestigioso della tradizione ricettiva e il Grand Hotel Dobbiaco, oggi un famoso centro culturale, l’albergo Boutique-Hotel Orso Grigio ha scritto pagine di storia, in particolare nel periodo della Belle Epoque. Il meraviglioso paesaggio naturale e culturale dell’Alta Pusteria ha da sempre entusiasmato e ispirato personaggi famosi come Gustav Mahler, Clemens Holzmeister, Rudolf Stolz e Peter Paul Rainer. Il rispetto delle tradizioni e la passione dell’ospitalità si tramandano orgogliosamente da una generazione all'altra.

In occasione delle festività per il 550esmio anniversario del nostro albergo lo storico e ex sindaco del paese Dott. Josef Passler ha tenuto una conferenza sulla storia di San Candido. Riportiamo in seguito il testo integrale:

Diversi frammenti di vasellame rinvenuti in prossimità del maso Kranzhof, sul Monte San Candido, testimoniano la presenza di insediamenti nel territorio di San Candido fin dalla tarda età del bronzo (attorno al 1300 a. C.). Nel 15 a. C. la Pusteria entrò a far parte dell'Impero Romano. Durante la reggenza dell'imperatore Claudio e in seguito al riordino dell'impero attorno al 50 d. C. il territorio delle Alpi orientali formava la provincia romana del Norico comprendendo anche la Pusteria dalla Chiusa di Rio
Pusteria a Lienz. Un'importante via romana collegava Aquileia e Augusta Vindelicorum (Augsburg), passando per il Friuli, la Carinzia, il Tirolo e la Baviera. Lungo tale via sorsero delle stazioni militari, tra le quali Littamum, ubicata proprio a San Candido tra l'od ...
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San Candido è uno degli insediamenti più antichi del Tirolo e fin dal 14° secolo l’albergo Boutique-Hotel Orso Grigio è una delle destinazioni più note in Alta Pusteria. Insieme a Emma Hellenstainer, nome prestigioso della tradizione ricettiva e il Grand Hotel Dobbiaco, oggi un famoso centro culturale, l’albergo Boutique-Hotel Orso Grigio ha scritto pagine di storia, in particolare nel periodo della Belle Epoque. Il meraviglioso paesaggio naturale e culturale dell’Alta Pusteria ha da sempre entusiasmato e ispirato personaggi famosi come Gustav Mahler, Clemens Holzmeister, Rudolf Stolz e Peter Paul Rainer. Il rispetto delle tradizioni e la passione dell’ospitalità si tramandano orgogliosamente da una generazione all'altra.

In occasione delle festività per il 550esmio anniversario del nostro albergo lo storico e ex sindaco del paese Dott. Josef Passler ha tenuto una conferenza sulla storia di San Candido. Riportiamo in seguito il testo integrale:

Diversi frammenti di vasellame rinvenuti in prossimità del maso Kranzhof, sul Monte San Candido, testimoniano la presenza di insediamenti nel territorio di San Candido fin dalla tarda età del bronzo (attorno al 1300 a. C.). Nel 15 a. C. la Pusteria entrò a far parte dell'Impero Romano. Durante la reggenza dell'imperatore Claudio e in seguito al riordino dell'impero attorno al 50 d. C. il territorio delle Alpi orientali formava la provincia romana del Norico comprendendo anche la Pusteria dalla Chiusa di Rio
Pusteria a Lienz. Un'importante via romana collegava Aquileia e Augusta Vindelicorum (Augsburg), passando per il Friuli, la Carinzia, il Tirolo e la Baviera. Lungo tale via sorsero delle stazioni militari, tra le quali Littamum, ubicata proprio a San Candido tra l'odierna Piazza del Magistrato e Via Johann Scheiber, tra la località Castello e la Drava.

Il declino di Littamum ebbe inizio nel VI secolo d. C. Verso la metà del VI secolo gli Slavi risalirono la valle della Drava e si spinsero fino al nostro territorio. Fra gli Slavi e il popolo germanico dei Baiuvari (o Bavaresi) ebbero luogo, a partire dal 593, cruente battaglie. Dopo una lotta ventennale i Baiuvari rimasero infine vincitori, ma il pericolo di nuove invasioni da parte degli Slavi persistette. Nel 769 il Duca baiuvaro Tassilo III cedette all’abate Atto von Scharnitz un tratto di terra che si estendeva dall’attuale Monguelfo fino all’attuale Abfaltersbach (nel Tirolo dell’Est) per fondare un convento. All’epoca quel territorio era considerato una terra deserta e abbandonata, tanto da essere denominata campus gelau (campo gelato).

Oltre all’obiettivo di cristianizzare gli Slavi, allora pagani, la fondazione del convento ebbe anche scopi strategici. Nel 783 l’abate Atto fu nominato Vescovo di Frisinga e conseguentemente San Candido e tutti i suoi possedimenti furono incorporati in questo arcivescovato. Il vescovo di Frisinga era da quel momento in poi anche il signore temporale non solo di San Candido ma di tutta l'Alta Pusteria. Nel 965 l’Imperatore Ottone I elevò San Candido a Signoria e le conferì il diritto alle immunità, in altri termini: la liberò da ogni peso dell'autorità temporale e il vescovo di Frisinga ne divenne anche il capo temporale.

L'imperatore Ottone I trasferì inoltre alla Signoria di San Candido ampi territori nella Contea di Treviso e nel territorio di Vicenza,
estendendo il proprio potere fino alla pianura veneziana. Nel 12° e 13° secolo il dominio di San Candido raggiunse il suo massimo splendore. Famiglie di agricoltori colonizzarono alcune zone dell’attuale Tolmin (Slovenia) e fondarono sei comuni tra i quali
Rut, Grant e Zars. Attorno al 1140 l' abbazia dei Benedettini, la più antica in tutto il Tirolo, fu trasformata in una collegiata, abitata e guidata non più da monaci ma da sacerdoti. Dal punto di vista ecclesiastico divenne indipendente da Frisinga e incorporata nel vescovado di Bressanone. Da ora in avanti il vescovo di Frisinga era, rappresentato da un magistrato, solamente il
sovrano temporale della Signoria di San Candido, o meglio del suo residuo rimasto, e lo rimase fino alla secolarizzazione nel 1803.

La Signoria di San Candido (denominata Marca a partire dal 1285) dovette subire ben presto oppressioni di ogni genere. Come
per altre Signorie ecclesiastiche anche il vescovo di Frisinga dovette eleggere degli avvocati a tutela dei propri diritti e possedimenti in Alta Pusteria. Nel contempo si era costretti a concedere l'avvocatura alle più potenti famiglie nobili, vale a dire dapprima ai conti di Andechs, successivamente ai conti di Gorizia e, in seguito all'estinguersi di quest'ultimi, ai conti del Tirolo. Ma invece di proteggere il territorio del vescovo, nel corso dei secoli gli avvocati si accaparrarono la maggior parte dei suoi possedimenti. Solamente il centro di San Candido, la zona all'interno dei tre ponte, rimase proprietà del vescovo.

Il 15 luglio 1303 San Candido ottenne da re Alberto I il diritto di tenere un mercato settimanale, un provvedimento condiviso
dai vescovi di Frisinga, interessati a trasformare la borgata in una cittadina commerciale di importanza regionale. Ma i conti di Gorizia fecero in modo da impedire che accanto alla loro città di residenza Lienz, sorgesse un secondo centro commerciale, sottoposto per giunta all'arcivescovado di Frisinga. Nel 1349 fecero distruggere il castello Habersberg, la residenza del magistrato di Frisinga presso il maso Kranzhof. Tuttavia la località di San Candido, dopo aver ottenuto il diritto di tenere mercato,
assunse precise caratteristiche urbane, con la piazza San Michele al suo centro e le tre vie che da lì si diramano: le attuali via Sesto, via P.P. Rainer e via Duca Tassilo. Sorsero i primi alberghi e locande: Orso Grigio, Aquila Nero, Cavallino Bianco e da lì a poco la trattoria Wiesthaler.

Il 16 ottobre 1413 un incendio devastò gran parte dell'abitato e anche la collegiata era divenuta preda delle fiamme. Ma paradossalmente questa catastrofe generò un inaspettato sviluppo economico: per effetto dell'enorme calore dal Santo Corpo
della croce fuoriuscì della pece e gli abitanti erano convinti si trattasse di sangue di Gesù Cristo. La notizia si sparse a macchia d'olio e San Candido diventò ben presto la meta di pellegrinaggio più ambita di tutto il territorio delle Alpi orientali. Pellegrini dalla Baviera e da tutto l’impero asburgico affluirono, offrendo oboli al “redentore che suda sangue” soprattutto in occasione di sfarzose processioni e di rappresentazioni religiose che ebbero luogo fin dall’epoca barocca. Sorse la Confraternita della Santa Croce di San Candido che aveva membri in tutta l’Austria (nel 1771 contava oltre 8000 membri) e che veniva regolarmente in
pellegrinaggio a San Candido.

In concomitanza con le festività religiose si tenevano spesso dei mercati e pellegrini e commercianti avevano naturalmente bisogno di vitto e alloggio. Secondo una tradizione tramandata dal Medioevo gli abitanti erano obbligati a ospitare i forestieri, offrendo loro alloggio, seppur modesto, in case private, stalle o fienili. Ma le esigenze di pellegrini e viaggiatori nobili resero necessaria la costruzione di locande. Ben presto anche i commercianti e gli artigiani ricorsero a questa prima forma di turismo e San Candido visse anni di prosperità e di benessere economico. Questo periodo fiorente si interruppe bruscamente, quando nel 1554 un altro incendio devastò l'intero abitato. Con grande sforzo gli abitanti ricostruirono quanto era stato
distrutto, ma nel corso dei secoli successivi San Candido perse l'importanza e la grandezza che ebbe nel passato. Inoltre, durante la Guerra dei Trent'anni perse un terzo dei suoi abitanti, rimasti vittime della peste. La crescita economica si fece attendere fino al XVIII secolo quando incominciò a prosperare l'artigianato. Meritano essere ricordati soprattutto i guantai di San Candido,
famosi non solo in Europa ma anche in America.

Una terza volta, nel 1735, gran parte dell'abitato di San Candido divenne preda delle fiamme. Nel 1803, in virtù della secolarizzazione, le numerose Signorie ecclesiastiche furono sciolte e i loro possedimenti incorporati nelle entità secolari adiacenti. Quindi, anche a San Candido la Signoria di Frisinga volse alla fine. San Candido fu accorpata al Tirolo con sede del tribunale distrettuale a Sillian e autorità amministrativa a Lienz. La costruzione della linea ferroviaria della val Pusteria nel 1871 portò nuovamente una svolta decisiva. Questa nuova via di comunicazione, costruita innanzitutto per motivi strategici (come la strada statale 48 delle Dolomiti tra gli anni 1860 e 1909), fu portata a termine in soli due anni e trasformò radicalmente l'economia della valle e del paese. Da un lato segnò la fine del traffico di transito attraverso il Passo Monte Croce Comelico e di molte
attività artigianali locali, dall'altro diede un forte impulso allo sviluppo del turismo alpino che a sua volta incrementò l'attività edilizia e di altri settori commerciali. In breve tempo raddoppiarono le strutture ricettive e vennero costruiti appartamenti e alloggi privati da affittare a turisti e villeggianti.

All'epoca la Chiesa, generalmente, non vedeva di buon occhio lo sviluppo del turismo, ritenuto un pericolo per la fede e il buon
costume. Fu merito di dott. Josef Walter, prevosto di San Candido dal 1887 al 1915, mente aperta e illuminata, se la Chiesa locale assunse una posizione favorevole: il prevosto dott. Walter supportò le iniziative intraprese dalla collettività e le attività dell'associazione turistica, fondata nel 1893. Lo scoppio della Grande Guerra fermò bruscamente lo sviluppo economico e gli abitanti videro svanire il loro benessere. Le conseguenze della guerra, in particolare l'annessione dei comuni di Sesto, San
Candido, Versciaco, Prato Drava e Monte San Candido all'Italia (un atto in netta contraddizione a quanto stipulato nel Trattato di Londra del 1915 poiché geograficamente questi comuni fanno parte del Tirolo dell'Est) sono note a tutti e pertanto non vorrei dilungarmi.

Mi limito pertanto ad un breve elenco di fattori che hanno maggiormente favorito lo sviluppo del turismo a San Candido:
· struttura alberghiera “Bagni di San Candido”,
· alloggiamenti per truppe di passaggio,
· fondazione del club alpino tedesco-austriaco,
· evoluzione del piccolo ospedale locale a struttura sanitaria pubblica nel 1833,
· presenza di una farmacia, per lunghi anni l'unica in tutta l'Alta Pusteria,
· costruzione della caserma “Imperatore Francesco Giuseppe (l'attuale Caserma Cantore), realizzata e finanziata dal comune di San Candido negli anni 1908 -1911 per trasformare San Candido in città di guarnigione (progetto non realizzato a causa dello scoppio della Grande Guerra).

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